Cremona 1249
Cremona nel 1249 è un labirinto di nebbia gelida e sospetto dove il fiato pesante dei soldati saraceni si mescola al fumo acre dei falò militari e all’odore ferroso del Po che scorre nero come un presagio sotto le mura fortificate. Tra le ombre proiettate dalle grandi torri lombarde, il silenzio del coprifuoco imperiale è rotto solo dal riverbero metallico delle armature e dai sussurri carichi di paranoia di una corte che, dopo la caduta di Pier delle Vigne, non si fida più nemmeno del proprio riflesso. In questo crepuscolo di pietra, Federico II appare come un sovrano assediato non solo dai nemici terreni, ma da un’oscurità invisibile che striscia nei vicoli e infetta l’aria stessa di una città che sembra attendere, col fiato sospeso, il crollo imminente di un mondo.